Facce e Spicchi

Installazione di Alberta Bamonte e Gianni Rusconi

“Quest’anno, invece di combinare immagini e parole come d’abitudine, La Cucina Pericolosa ha provato a giustapporre frammenti di immagini perché si combinino nel formato dell’esagono flessibile, o esaflessagone. Anche quanti di noi non hanno mai avuto successo con l’origami ricorderanno di aver piegato aerei, cappelli e barchette e anche quell’oracolo di carta che si chiamava inferno-paradiso. Gli esagoni flessibili si manipolano un po’ come quest’ultimo, ma hanno un contegno più matematico, un risvolto da anello di Moebius.

Se ne fa risalire l’origine a uno studente inglese a Princeton negli anni trenta che doveva ridurre la larghezza dei fogli protocollo americani per farli entrare nel suo raccoglitore di formato britannico. Con le strisce avanzate formò il primo esagono flessibile e, più avanti, insieme a tre compagni, fra i quali Feynman, scoprì molti altri flessagoni, sempre più complicati. Quando è aperto, piatto, l’oggetto si presenta come un esagono regolare diviso in sei triangoli equilateri con immagini fotografiche: sei spicchi di fotografie che vediamo in qualche modo attaccati fra loro a formare un volto.

Gli spicchi triangolari, infatti, sono incollati su un’unica striscia piegata che viene opportunamente chiusa su se stessa, col risvolto dell’anello di Moebius, a formare l’esagono-flessibile. Se lo prendiamo in mano, possiamo fletterlo facendolo diventare un oggetto con la sezione della stella a tre punte. Se poi spicchiamo i vertici dal centro, come per aprire un’arancia, scopriamo un’altra faccia esagonale di sei triangoli fotografici: anche qui abbiamo un volto, ma non in ordine, e la faccia esagonale che vedevamo prima, ora si trova sotto. Se flettiamo e spicchiamo ancora arriveremo a vedere tutte e sei le facce ripetutamente: i volti rappresentati saranno ora interi, ora stranamente frammentati e non sempre riconoscibili perché i triangoli hanno cambiato posizione e orientamento.”

La Cucina Pericolosa

ALBERTA BAMONTE / GIANNI RUSCONI
“Venuti una dal classico uno dallo scientifico, ci siamo incontrati a Urbino a studiare da grafici e ascoltare Frank Zappa. Finiti gli studi, abbiamo lavorato insieme per un po’ finché Alberta non è andata a sposarsi a Londra, dove s’è occupata di due figli e di diversi studi umanistici. Gianni viaggia e vive a Lecco, dove ha continuato a fare il grafico e il fotografo. Cerchiamo di lavorare insieme, quando c’incontriamo, e a distanza, per non perderne l’abitudine.”

 

30 Marzo al 18 Aprile
11-13/16-20