Fragmenta

Mostra di Antonio Lovison

“La mano tocca una superficie piana e l’occhio sempre sedotto, vede un rilievo…”

(J. Baudrillard)

La suggestione formale dell’immagine fotografica e la necessità di approfondirne le implicazioni semantiche in una contaminazione con la scultura, sono parte della mia attuale ricerca.
Essa è indirizzata a considerare aspetti e limiti percettivi delle forme, nei loro ruoli d’interscambiabilità tra rappresentazione e presentazione.
Lo spazio di rappresentazione, il tempo “congelato”, la simulazione di materiali nell’apparenza della loro sostanza formale, il cortocircuito visivo delle immagini sovrapposte alla realtà, diventa così indagine sui segni che compongono il linguaggio visivo delle cose.

ANTONIO LOVISON
Approda alla fotografia come continuità di ricerca, sviluppata per un trentennio nell’ambito della pittura e della scultura.
L’indagine sugli aspetti linguistici dell’immagine, che pone l’accento su significanti e significati, piuttosto che sul referente, diventa campo d’azione privilegiato.
“La mano tocca una superficie piana e l’occhio sempre sedotto, vede un rilievo…”
La mia ricerca attuale, è indirizzata ad approfondire gli aspetti e i limiti della continuità percettiva, per analizzare il rapporto che esiste tra rappresentazione e presentazione, contrapponendo e rendendo interscambiabili i ruoli delle forme.

 

6 al 12 Aprile
lun e da mer-ven 16-20
sab e dom 11-13/16-20