Shodo

Azione calligrafica estremorientale di Roberto steve Gobesso
Calligrafo Ku- Hyo (Zucca Vuota)

Ovvero quel che accade nel rappresentare la forma solida di un linguaggio che è altro da te. > Per un calligrafo padroneggiare la scrittura vuol dire trasformare la regola in intuizione, giacchè la bellezza della regola si sublima nel momento in cui la regola stessa si stempera con il comportamento spontaneo e l’istante narrato: «Qui e ora, nella purezza dell’attimo». Ogni calligrafo sa bene che deve esercitarsi all’infinito prima di conoscere e poter ‘governare’ un carattere in ‘un’attimo’. Si deve impadronire di esso a tal punto che la sua mano, il suo braccio, tutto il suo essere – mente, corpo e cuore, uniti insieme – lo possa tracciare senza più alcuna consapevolezza, in modo naturale, come se l’immagine raffigurata si “formasse da sola” e riuscire così a “trasformare l’arte appresa in arte inappresa”.

ROBERTO steve GOBESSO
(1955) Vive e lavora a Todi. Diplomato nel 1979 all’Isia di Urbino, dal 2001 al 2005 è stato docente e coordinatore allo Ied di Roma; insegna l’Isia di Urbino dal 2006. Designer, direttore artistico, fotografo e calligrafo, si occupa di servizi per la comunicazione visiva, progetti per l’editoria, cartografia storica, infografica, ricerca e sperimentazione fotografica e forme di scrittura estremorientali. Dopo una ricca esperienza come fotografo nel 1980 inizia l’attività di grafico prima nello studio di Piergiorgio Maoloni poi in proprio, realizzando progetti editoriali con Fratelli Palombi, Giunti, per il mensile “Archelogia Viva”, Laterza, Curcio, Rizzoli, Manifestolibri e CasadeiLibri. Nel 1992 firma il progetto del periodico “Limes – Rivista italiana di geopolitica” del Gruppo Editoriale L’Espresso e nel 1997 del mensile “Americana” per Editalia. Nel 2000 disegna il settimanale di calcio e cultura “Rigore” e nel 2009 “east”: bimestrale di UniCredit. Nel febbraio del 2006, per i tipi della CasadeiLibri, ha pubblicato la sua opera prima dal titolo “Ikonomachia – segni, sogni, simboli – UNO il falso in B42”. Dal 1993 pratica discipline tradizionali giapponesi, ed ha partecipato, con le sue opere calligrafiche, a mostre collettive in Italia, Svizzera e Corea del Sud.
Dal gennaio 2018 è presidente dell’associazione culturale Grana.